Contest fotografico da soggiorno

Ci siam chiesti, perchè non fare un contest fotografico estendibile a chiunque voglia parteciparvi dove con i pochi mezzi a disposizione in casa, si da una forma e rappresentanza a un concetto, parola e quant’altro? il tutto scelto randomicamente aprendo la pagina di un libro e indicando a caso una parola.

Ci siamo imbattuti qundi in questo gioco creativo dove  vi chiediamo di eprimere una preferenza per ciascuna foto rappresentante una parola, ovviamente non specificheremo di chi è cosa!

Le interpretazioni preferiamo lasciarle libere senza spiegoni di sorta, si perderebbe anche il gusto di questa piccola forma d’arte domestica.

La prima parola scelta è:

 

ELEVAZIONE

foto 1:

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foto 2:

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CADUTA

 

Foto 3:

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Foto 4:

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NESSUN SENSO

 

Foto 5:

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Foto 6:

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PORCHERIE

 

Foto 7:

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Foto 8:

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PRIGIONE

 

 

Foto 9:

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Foto 20:

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Bene, se vi va, esprimete una preferenza, potete anche partecipare anzi, lo scopo è quello di estendere questo contest a tutti :>

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“Hei, ho deciso che sarà adesso ok??””ok…. :(“

crisisecondoanno

Che poi a pensarci, mi viene da ridere…cioè, la crisi del secondo anno si dice.. Ma cos’è, il signor nostro gesù che allo scattare del secondo anno lancia dal cielo dei cactus sotto i piedi e fa fare “uhh uhhh uhhhh”?.

La sensazione è come quella di non aver controllo della propria vita..perche gnno! Qualcuno ha deciso che al secondo anno bisogna rompere i coglioni 😀 e puntualmente permettiamo di farlo.. La crisi del secondo anno..la crisi del secondo anno… Pfff

Del resto io, son sempre stato fuori dagli schemi..decido io quando cazzo farmi scattare sta crisi 😁 ma a sfreggio magari 1 anno prima, o uno dopo..

Vabè che prima o poi scatta.. ”Nessuno al mondo sarà risparmiato! ”Disse gesù nostro signore quando stilava la sceneggiatura della vita.. ”La crisi è per metter alla provah il vostro rapportoh! ”

Ma va fatik o fr’t!

Quel piccolo angolo di terra

pizzomunnovieste

 

Scrivo questo brano, nonostante mi senta ridicolo, smielodico, incosciente e anche un po avventato, ma del resto sono io, impulsivo e incorruttibile, mi lascio trasportare dove mente non sa arrivare perchè in una gara di corsa il mio cuore lascia la mente sul punto di partenza, finchè non supera la linea bianca e spicca il volo in quei cieli di settembre un po rosastri e malinconici che per noi, non eran altro che frammenti unici, irripetibili, cosi magici che scandivano il nostro desiderarci, il nostro amarsi, il nostro voler restare uniti finchè le lancette del tempo non avessero ripreso il loro inarrestabile cammino.

Il desiderio era più grande di ogni più piccola paura più  lungo di qualsiasi attesa, di riabbracciarci..riviverci.

Ma tu, non devi chiedermi scusa, ne sentirti in difetto per me, quei momenti, quel vissuto di 2 anni cosi lontani ma cosi vicini, sono impressi in me, in te.. e non c’è niente di piu unico di vivere dei momenti di nirvana anche per un breve istante di una vita che come onde ci sobbalzan in alto e in basso, ma alle volte cosi in basso fino a trascinarti in fondo, togliendoti il respiro, la luce di un cammino..

Tant’è, che le onde son imprevedibili, non sai quanto possan risucchiarti, affogarti, strozzarti o quando farti risalire, o arenarsi su una spiaggia, in quel piccola tana con 2 teli vicini un imponente faraone di Vieste, che ormai hanno lasciato un solco di noi, nel nostro piccolo angolo di terra.
E quelle impronte sulla sabbia, quel volto sulla sabbia son li e non ci son onde su onde che possan cancellarli ne scacciarli dal nostro piccolo angolo di terra, di cui ci siamo impadroniti, rimangon scolpiti nei nostri pensieri in quella bolla di pace, dove vi son rinchiusi quegli attimi eterni di bene interiore, di gioia interiore.. di condivisione.

Ma io.. lo so, sarò stupido e incosciente, ma il mio piccolo orgoglio di uomo imperturbabile, distante, dignitoso spesso illeggibile che ormai cosi flebile ha lasciato posto unicamente al bene che provo per te, .perchè non c’è cosa più stupida di fare mille tattiche o giochetti per riaverti, per riafferrarti fingersi un gran macio, per ripossederti, ma no, non serve proprio a niente no..perchè io.. non vengo sempre prima io e non riesco piu’ a pensare cosa sia giusto per me, solo per me..perchè la mia pace è il tuo sorriso che è a prescinder da me.

Ma tu, non devi chiedermi scusa ne sentirti in difetto per me, quei momenti, vissuti son ormai scavati dentro di noi, e non ci saran onde su onde che possan cancellarli o scacciarli..lo sai, mi hai migliorato, mi hai fatto scoprire quell’amore che fa bene e non l’amore che fa male, mi hai donato sorrisi momenti irripetibili incancellabili, ma aimè, il mare è cosi’ bello quando è piatto trasparente cosi limpido e melodico, ma allo stesso tempo può incuter cosi timore e paura quando si alzan le onde, quando il fondo diviene invisibile, quando il cielo si oscura e la notte spinge quel sole sotto le onde del mare.. e pare non lasciar spazio a quelle nuvole rosa, che ci han sorrisi..
Ma io, lo sai, come un marinaio, impulsivo incosciente e avventato, prendo la mia vela e mi imbarco in quelle onde tempestose, io.. non sai quanto mi piacerebbe allungare quel braccio, buttandomi fra le onde del mare distendendolo e immergendolo in quel nero impenetrabile e trovar la tua mano che mi afferra pronta a risalire su quella mia piccola barchetta con me…

Ma ciò.. avviene solo nelle favole, la realtà è più atroce e malinconica e quelle onde sul mare non si placheranno, non si distenderanno, e quel cielo cosi cupo non tornerà rosastro, finchè… il marinaio non lascerà quel piccolo angol di terra, il piu a largo possibile per ritrovare la via, un futuro per se, quel che sia giusto anche per me….e chissà, se la forza di due cuori cosi uniti cosi’ avvinghiati che come due poli di una calamita aspettan di ritrovare quella forza magnetica, inarrestabile così forte, violenta da farti sobbalzare fuori quelle onde del mare in superficie in realtà cosi calmo e in un attimo, prendere il volo……e poi………..

e poi… una risposta non la ho, ma so chi sono e aimè….. so chi sono…….

Un battito d’ali e mezzo

Ala

Due ali spuntarono su quella schiena una volta piatta, terrena, priva di sogni e aspettative.. ma spuntarono, così inaspettatamente, un ala di angelo, un ala di farfalla che insieme iniziarono a muoversi, cordinandosi poco a poco, cercando di andare all’unisono per rimaner sospesi in aria.. cercando di librarsi in aria, raggiungere vette altissime, muovendosi in armonia, in simbiosi… mai due ali così diverse avevan tenuto sospeso una schiena per così tanto tempo laddove prima, quella schiena arida e piatta non lasciava spazio a niente.

E avvenne il giorno, che l’ala d’angelo decise di voler arrivare piu’ in alto del sole, ”forza ce la fai” esclamava alla flebile ala di farfalla, che cercava di tenergli il passo, così piccola, bella ma tanto fragile.. ”Credici, possiamo arrivare sopra quelle nuvole, un po di sacrificio, di determinazione, anche la tua ala può riuscirci”. Prese coraggio, trascinata dall’amore, e prese per mano quella ala d’angelo per continuare il loro percorso.

E proseguivano la loro salita, in alto e ancora in alto, si fermarono una settimana sopra quelle nuvole, in un arem paradisiaco, si sentivano a casa,.. ma non bastava motivati dal loro amore, volevan arrivare aldilà del sole..  In alto ancora piu’ in alto, si sostenevano a vicenda.. L’ala di farfalla era diventata piu determinata, grintosa, teneva bene il passo di quell’ala d’angelo cosi’ grande e resistente.  Decisero così di fermarsi un altra settimana appena sotto il sole. La loro intesa era sempre piu’ forte, così come piu’ forte il desiderio di arrivare aldilà del sole..insieme erano inarrestabili, determinati ma sopratutto sereni.

Ma arrivati al cospetto del sole, così…accecante.. ignoto e invalicabile per quella fragile ala di farfalla, che rallentò il suo battito,  ”non ce la faccio, non son piu tanto convinta, ed ho paura di bruciarmi” esclamò ”continua te..da solo”.

Ma non aveva senso continuare..così come non aveva senso trascinarla con se.. quell’ala di farfalla non sarebbe mai stata forte e tenace come quella d’angelo, non perchè fosse poco adatta a prevalicare quel sole, ma quella forza chiamata amore, di fronte a un sole così accecante, misterioso e immenso, non era tale da poter darle lo sprint giusto per poterlo superare con un solo battito d’ali.

Così quella schiena perse la sua ala, trascinata a fatica da quella d’angelo, torno’ sulla terra ormai stremata, sofferente.. Non era nello spirito giusto per farsi trasportare da quell’ala rimasta.. era ormai diventata un macigno da sollevare e sostenere.

Ma una nuova ala gli si avvicina ”vuoi una mano?” chiese alla ala d’angelo..

”No grazie” rispose, ”probabilmente non scavalcherò mai quel sole, perchè quel sole non era un mero traguardo o trofeo da ottenere. Del resto è solo una grande palla infuocata, pfà… Quel sole era la prova per misurare la determinazione dell’amore..”

”Andrò sulla luna”

riprese a batter la sua ala.. provata, disillusa, ma ancora ambiziosa.. si sollevò da terra, e lentamente riprese la sua scalata. li in alto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Inizio, fine.

Avevan tutto in quel paesello, li erano nati, li eran invecchiati. Una casa, macchina, nipoti e figli, con il lavoro li hanno accuditi. Sacrifici e sforzi per garantire un avvenire a chi la mamma ha dovuto partorire.

Normale famiglia di paese, che ha seguito quelle scale, per portarsi in alto in alto in alto al di sopra delle nuvole, di quel cielo, che ti ha coccolato quando eri avvolto ancora in quel velo cosi caldo, cosi sicuro che poi ti ha accolto.

Ma rimane il cielo del proprio paese, di chi ha vissuto, di chi non ha osato, ma che un avvenire si é già guadagnato.

Famiglia felice direte? Probabile, ma casa macchina figli e lavoro, una gabbia già chiusa, di una vita già scritta; e in quel ristorante, scrutando quel menù di cui fingi di non conoscer specialità, che di speciale han smesso di esser da tempo, mangi..per fame.

Ma io scendo le scale, il mio ambire non é salire, perché in alto in alto in alto sopra le nuvole non vedi il paesaggio, ma vedi la fine.